PCOS
Nutrizionista per PCOS e PMOS a Palermo
Percorso nutrizionale personalizzato per la PCOS, oggi denominata PMOS, con attenzione alla salute metabolica, all’equilibrio ormonale e al benessere femminile.
Un percorso nutrizionale per la PCOS
Dal maggio 2026, la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) ha assunto la nuova denominazione internazionale di PMOS – Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome. Il cambiamento sottolinea che non si tratta soltanto di una condizione ovarica, ma di una sindrome complessa che può coinvolgere la regolazione ormonale, il metabolismo e la salute riproduttiva. L’approccio nutrizionale deve quindi essere personalizzato, considerando le caratteristiche metaboliche, le abitudini alimentari, la composizione corporea e gli obiettivi individuali, in collaborazione con i medici di riferimento quando necessario.
Da dove si parte
- storia alimentare, ritmo dei pasti, sonno, attività e contesto di vita;
- obiettivi realistici e condivisi, senza modelli alimentari rigidi;
- valutazione antropometrica e lettura degli esami già prescritti dal medico;
- controlli per adattare il piano e sostenere la continuità nel tempo.
Nessuna dieta uguale per tutte
Non esiste una distribuzione di macronutrienti valida per ogni persona con PCOS. Il piano viene personalizzato secondo condizioni cliniche, terapie, preferenze, risultati degli esami e obiettivi di salute.
Domande frequenti
La nutrizione può diagnosticare la PCOS?
No. La diagnosi e la gestione clinica spettano al medico e agli specialisti. La consulenza nutrizionale interviene sul comportamento alimentare e sul percorso concordato.
Perché la PCOS oggi si chiama PMOS?
La PCOS (sindrome dell’ovaio policistico) è oggi denominata PMOS (Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome) per rappresentare meglio la complessità di questa condizione. Il nuovo nome sottolinea che non si tratta soltanto di un disturbo ovarico, ma di una sindrome che può coinvolgere diversi sistemi ormonali, il metabolismo e la funzione riproduttiva. La PCOS, infatti, può essere associata a insulino-resistenza, alterazioni metaboliche, iperandrogenismo e irregolarità ovulatorie, anche in donne normopeso. Il cambiamento di denominazione non modifica i criteri diagnostici, ma favorisce una visione più completa della sindrome e l’importanza di un approccio multidisciplinare, nel quale anche l’alimentazione riveste un ruolo significativo.
Devo eliminare completamente i carboidrati?
No. Le scelte alimentari vengono individualizzate; non viene proposta un’eliminazione generalizzata di gruppi alimentari.
Fonti e approfondimenti
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Nota informativa: questa pagina ha finalità divulgative. Non formula diagnosi, non sostituisce il medico curante o lo specialista e non richiede la modifica di terapie in corso.